Digiuno dopo abbuffata

Dovrei digiunare dopo un’abbuffata?

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Digiuno dopo abbuffata: serve davvero?

Mangiare tanto e abbuffarsi sono comportamenti alimentari che possono essere fonte di preoccupazione per molte persone, specialmente per chi è alla ricerca di un regime alimentare sano ed equilibrato. Tuttavia, è importante capire che esiste una differenza sostanziale tra i due comportamenti, così come ci sono diverse strategie che possono aiutare a gestire le conseguenze negative di un’abbuffata, come il digiuno. 

In questo articolo, esploreremo cosa significa abbuffarsi, la differenza tra abbuffarsi e mangiare tanto, e cosa fare per gestire le conseguenze di un’abbuffata.

Cos'è l'abbuffata?

L’abbuffata, conosciuta anche come “binge eating” o “overeating”, è un disturbo alimentare caratterizzato da un’assunzione di cibo incontrollata e massiccia, spesso accompagnata da sensazioni di vergogna e colpa. 

Le persone che soffrono di abbuffate spesso hanno difficoltà a controllare la quantità di cibo che mangiano e si sentono incapaci di fermarsi, anche quando si sentono sazie.

Questo comportamento può verificarsi occasionalmente, come durante le feste o i periodi di stress, ma per alcune persone diventa un comportamento abituale e persistente che può portare a gravi problemi di salute, tra cui l’obesità, la pressione alta, il diabete e i disturbi cardiovascolari.

La differenza tra mangiare tanto e abbuffarsi

Mangiare tanto e abbuffarsi possono sembrare simili, ma ci sono alcune differenze importanti tra i due comportamenti alimentari. Mangiare tanto può essere considerato come una situazione in cui una persona consuma una grande quantità di cibo in un unico pasto o durante una giornata. Questo può accadere per diversi motivi, come per esempio quando si è particolarmente affamati o quando si sta godendo un pasto particolarmente gustoso. In generale, mangiare tanto non è un comportamento patologico e non comporta sensazioni di vergogna o colpa.

D’altra parte, l’abbuffata è un disturbo alimentare che comporta un’assunzione incontrollata e massiccia di cibo. Una persona che soffre di abbuffata ha spesso una forte sensazione di perdita di controllo durante il pasto e non riesce a fermarsi, anche se ha già mangiato abbastanza per sentirsi sazia. Inoltre, l’abbuffata è spesso accompagnata da sensazioni di colpa, vergogna e disgusto per se stessi.

Cosa fare dopo un'abbuffata: gli effetti del digiuno

Molte persone che hanno fatto un’abbuffata si chiedono se dovrebbero digiunare per “rimediare” all’eccesso di cibo. Tuttavia, il digiuno dopo un’abbuffata non è sempre la scelta migliore, poiché può avere effetti negativi sia sulla salute fisica che su quella mentale.

In primo luogo, il digiuno può portare a una riduzione del metabolismo, il che significa che il corpo brucia meno calorie. Ciò può rendere più difficile perdere peso e può portare a un aumento di peso nel lungo periodo.

Inoltre, il digiuno può causare una serie di effetti collaterali, come la debolezza, la stanchezza, la spossatezza e la difficoltà a concentrarsi. Questi effetti possono interferire con le attività quotidiane e il lavoro, e possono avere un impatto sulla salute mentale.

Cause

L’abbuffata è un disturbo alimentare complesso e le sue cause possono variare da persona a persona. Tuttavia, molte delle cause sono legate allo stato emotivo della persona e alla sua relazione con il cibo.

Lo stress, l’ansia, la depressione e la solitudine possono innescare un circolo vizioso di comportamenti alimentari disfunzionali, come l’abbuffata, in cui la persona cerca di far fronte alle emozioni negative attraverso il cibo.

Inoltre, un regime alimentare troppo monotono e noioso e il disturbo dell’immagine corporea possono essere fattori scatenanti dell’abbuffata, poiché la persona cerca di compensare la mancanza di piacere nel cibo o l’insoddisfazione con il proprio corpo attraverso il consumo eccessivo di cibo.

La scarsa autostima può anche giocare un ruolo nell’abbuffata, poiché la persona può sentirsi impotente di fronte alle sue emozioni e cercare conforto nel cibo.

Oltre a questi fattori psicologici, l’abbuffata può essere influenzata da fattori biologici come la genetica, il metabolismo e lo stato nutrizionale.

Ad esempio, alcune persone possono avere una predisposizione genetica ad avere una maggiore sensibilità ai segnali di fame e sazietà, mentre altre possono avere un metabolismo più lento che rende più difficile la gestione del peso.

Inoltre, lo stato nutrizionale può influire sulla produzione di neurotrasmettitori che regolano l’umore e l’appetito, come la serotonina e la dopamina. Tutti questi fattori possono interagire tra di loro e contribuire alla comparsa dell’abbuffata.

È importante riconoscere le cause dell’abbuffata per poter affrontare il problema e prevenire recidive.

Cibo e piacere

Il piacere legato al cibo è strettamente legato al sistema di ricompensa dopaminergico, un complesso circuito di neuroni nel nostro cervello che si attiva quando si sperimenta una sensazione di piacere, gratificazione e soddisfazione. 

Quando mangiamo del cibo gustoso, le sostanze chimiche presenti nel cibo, come gli zuccheri e i grassi, attivano le cellule del nostro tratto digestivo che inviano segnali al cervello attraverso il nervo vago.

Questi segnali vengono elaborati da varie regioni del cervello, tra cui la corteccia orbitofrontale e il nucleo accumbens, due regioni fondamentali del sistema di ricompensa dopaminergico. L’attivazione di queste regioni cerebrali porta alla produzione e al rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa sentire bene e che è coinvolto nella regolazione delle funzioni cognitive e motorie.

L’assunzione di cibo gustoso stimola il rilascio di dopamina, che attiva il circuito dopaminergico mesocorticale. In questo modo, il nostro cervello associa la sensazione di piacere al cibo che abbiamo appena mangiato, e questo può portare a comportamenti di ricerca ossessiva del cibo e di sovrappeso/obesità in caso di stress cronico o di difficoltà nel distinguere tra la fame fisiologica e fame emotiva (sensazione di fame associata a stati emotivi negativi).

Tuttavia, quando questo sistema viene sovra-stimolato, come avviene con cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi, il piacere diventa dipendenza eccessiva, portando a comportamenti alimentari disfunzionali e alla comparsa di patologie correlate all’alimentazione, come l’obesità e i disturbi del comportamento alimentare.

È importante ricordare che l’assunzione di cibo come meccanismo di coping per la gestione dello stress può avere conseguenze negative sulla salute, e che è possibile adottare strategie alternative per gestire gli stati emotivi negativi, come lo sport, la meditazione o l’ascolto della musica.

Dopo un’abbuffata si ingrassa?

La risposta a questa domanda dipende da vari fattori, come la quantità di cibo consumata durante l’abbuffata, il livello di attività fisica e il metabolismo individuale.

Se si consuma una grande quantità di calorie in eccesso rispetto al proprio fabbisogno calorico giornaliero, allora si può guadagnare peso.

Tuttavia, un episodio isolato di abbuffata non porta necessariamente all’incremento del peso corporeo. È importante anche considerare che l’aumento temporaneo del peso può essere attribuito all’aumento temporaneo di acqua e rifiuti nel corpo, piuttosto che all’aumento effettivo di tessuto adiposo.

Inoltre, l’idea di digiunare dopo un’abbuffata per “rimediare” può portare a un circolo vizioso di abbuffate e restrizioni alimentari, che possono portare a un aumento di peso a lungo termine.

In generale, è importante mantenere un regime alimentare sano ed equilibrato, evitando le abbuffate e cercando di gestire gli stati emotivi negativi in modo sano e costruttivo.

Digiuno dopo abbuffata

Cosa fare dopo: 4 consigli utili

Esistono diverse strategie che possono essere adottate per gestire le conseguenze di un’abbuffata, senza dover ricorrere al digiuno. Una di queste è quella di bere molta acqua, in modo da aiutare il corpo a disintossicarsi e mantenere un adeguato livello di idratazione. Inoltre, fare una passeggiata leggera o esercizio fisico leggero può aiutare a bruciare le calorie in eccesso e migliorare l’umore.

In ogni caso, è fondamentale avere un approccio compassionevole verso se stessi e non cadere nella trappola della colpa o della vergogna.

L’abbuffata può essere una situazione difficile da affrontare, ma è importante ricordare che si può sempre riprendere il controllo e tornare a un regime alimentare sano ed equilibrato.

Se si trovano difficoltà a farlo da soli, si può considerare di rivolgersi ad un professionista specializzato, come un counselor o uno psicologo, per ricevere supporto e consigli specifici sul proprio caso.

Ecco alcuni consigli utili per gestire le conseguenze di un’abbuffata:

  1. Bevi molta acqua: bere molta acqua aiuta ad eliminare i rifiuti e a disintossicare il corpo.
  2. Mangia alimenti sani e bilanciati: invece di saltare i pasti, cerca di mangiare pasti sani e bilanciati che contengano proteine, carboidrati complessi e grassi sani.
  3. Fai attività fisica: fare attività fisica aiuta a bruciare le calorie in eccesso e a stimolare il metabolismo.
  4. Parla con uno specialista: se l’abbuffata si ripete frequentemente e avviene in risposta a stimoli emotivi negativi, potrebbe essere necessario ricevere una diagnosi e un trattamento specifico per un disturbo del comportamento alimentare chiamato “Binge Eating Disorder”.

Cos'è il Binge Eating Disorder?

Il Binge Eating Disorder (BED) è un disturbo alimentare caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate incontrollate, durante i quali si consuma una grande quantità di cibo in un breve periodo di tempo. Chi soffre di BED può sentirsi incapace di controllare il proprio comportamento alimentare durante gli episodi di abbuffata, che spesso si verificano in segreto.

Il BED può avere un impatto significativo sulla salute mentale e fisica della persona. Alcuni dei sintomi associati al BED possono includere:

  • Sentirsi impotenti di fronte al cibo
  • Avere difficoltà a controllare il proprio comportamento alimentare durante gli episodi di abbuffata
  • Mangiare molto rapidamente durante le abbuffate
  • Sentirsi pieni e frustrati dopo aver mangiato
  • Sentirsi colpevoli o disgustati per il proprio comportamento alimentare

Conclusione

In conclusione, l’idea comune che il digiuno possa essere una strategia efficace per “compensare” una giornata di abbuffata sembra essere priva di fondamento scientifico.

Dopo aver consumato un eccesso di calorie, il corpo avrà comunque bisogno di una certa quantità di nutrienti per funzionare correttamente, e il digiuno potrebbe addirittura rallentare il metabolismo.

Inoltre, il digiuno prolungato può causare un aumento del cortisolo e dello stress, che possono avere effetti negativi sulla salute. Invece di cercare di “rimediare” con il digiuno, è importante avere un’alimentazione equilibrata e sana, evitando gli eccessi e prestando attenzione alla qualità dei cibi che si consumano.

Link utili: https://sinu.it/

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